Autore Topic: Non un Kwaiken, non un Pucco...  (Letto 1886 volte)

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Offline paitnicola

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #30 il: 06 Giugno 2017, 11:40:47 am »
Io la semplicità di linee e stile la ricerco e penso che non è una scorciatoia ma  un bell'obbiettivo.
....

percezione visiva..., in questo schizzo fatto con una dozzina di linee dritte e curve si identifica il soggetto (attributi compresi...). Ci sono dei bei trattati su questo argomento uno fra tutti quello di Kandinsky, interessanti anche se personalmente un po di fatica ad assimilarli. Anch'io in uno dei miei ultimi lavori mi sono sforzato di scomporre la forma e le proporzioni con la serie di Fibonacci o nel rapporto aureo partendo dalla proporzione delle falangi delle dita e mano. Devo dire che è stato un bel studio e proverò ad approfondire nei prossimi lavori.
Nicola
Nicola Fruet

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #31 il: 06 Giugno 2017, 12:14:55 pm »
la semplicità... in arte, in architettura, nella varie manifestazioni della vita è sempre stato un traguardo, less is more,,,di artisti, architetti, filosofi che sapevano dipingere anche figurativamente, progettare con gli stilemi del classico che più classico non si può e dissertare della complessità semplicemente.
semplice (come sufficiente, altro termine di cui si è perso il reale significato) dovrebbe voler dire che ha tutto ciò che serve, che è stata pensata, prodotta, espressa, per ciò a cui servirà, tenderà... i materiali come parte dell'unico dovrebbero essere un tramite, non un limite, soprattutto nel XXI secolo....imho
sono convinto che potresti fare coltelli bellissimi, utilizzabilissimi e vendibili, se volessi farli senza le pippe mentali delle lavorazioni antiche e la lucidatura zen...
stefano maglio

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #32 il: 06 Giugno 2017, 02:21:36 pm »
la semplicità... in arte, in architettura, nella varie manifestazioni della vita è sempre stato un traguardo, less is more,,,di artisti, architetti, filosofi che sapevano dipingere anche figurativamente, progettare con gli stilemi del classico che più classico non si può e dissertare della complessità semplicemente.
semplice (come sufficiente, altro termine di cui si è perso il reale significato) dovrebbe voler dire che ha tutto ciò che serve, che è stata pensata, prodotta, espressa, per ciò a cui servirà, tenderà... i materiali come parte dell'unico dovrebbero essere un tramite, non un limite, soprattutto nel XXI secolo....imho
sono convinto che potresti fare coltelli bellissimi, utilizzabilissimi e vendibili, se volessi farli senza le pippe mentali delle lavorazioni antiche e la lucidatura zen...

In futuro magari riesco a trovare un equilibrio fra tutti i casini che ho in testa e riesco a fare cose meno insubordinate...  >:D
Per la lucidatura del Vanadis4 tieni presente che è un materiale non INOX per quanto di ultima generazione e con tecnologia delle micro polveri ed ossida come tutti gli acciai al carbonio, la lucidatura limita il processo e la brunitura acida limita ancora un poco.

P.



percezione visiva..., in questo schizzo fatto con una dozzina di linee dritte e curve si identifica il soggetto (attributi compresi...). Ci sono dei bei trattati su questo argomento uno fra tutti quello di Kandinsky, interessanti anche se personalmente un po di fatica ad assimilarli. Anch'io in uno dei miei ultimi lavori mi sono sforzato di scomporre la forma e le proporzioni con la serie di Fibonacci o nel rapporto aureo partendo dalla proporzione delle falangi delle dita e mano. Devo dire che è stato un bel studio e proverò ad approfondire nei prossimi lavori.
Nicola

Mi pare un buon modo di trovare una propria strada... Ti seguo.

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Paciulli Paolo

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #33 il: 06 Giugno 2017, 10:01:02 pm »
la semplicità... in arte, in architettura, nella varie manifestazioni della vita è sempre stato un traguardo, less is more,,,di artisti, architetti, filosofi che sapevano dipingere anche figurativamente, progettare con gli stilemi del classico che più classico non si può e dissertare della complessità semplicemente.
semplice (come sufficiente, altro termine di cui si è perso il reale significato) dovrebbe voler dire che ha tutto ciò che serve, che è stata pensata, prodotta, espressa, per ciò a cui servirà, tenderà... i materiali come parte dell'unico dovrebbero essere un tramite, non un limite, soprattutto nel XXI secolo....imho
sono convinto che potresti fare coltelli bellissimi, utilizzabilissimi e vendibili, se volessi farli senza le pippe mentali delle lavorazioni antiche e la lucidatura zen...

In futuro magari riesco a trovare un equilibrio fra tutti i casini che ho in testa e riesco a fare cose meno insubordinate...  >:D
Per la lucidatura del Vanadis4 tieni presente che è un materiale non INOX per quanto di ultima generazione e con tecnologia delle micro polveri ed ossida come tutti gli acciai al carbonio, la lucidatura limita il processo e la brunitura acida limita ancora un poco.

P.



percezione visiva..., in questo schizzo fatto con una dozzina di linee dritte e curve si identifica il soggetto (attributi compresi...). Ci sono dei bei trattati su questo argomento uno fra tutti quello di Kandinsky, interessanti anche se personalmente un po di fatica ad assimilarli. Anch'io in uno dei miei ultimi lavori mi sono sforzato di scomporre la forma e le proporzioni con la serie di Fibonacci o nel rapporto aureo partendo dalla proporzione delle falangi delle dita e mano. Devo dire che è stato un bel studio e proverò ad approfondire nei prossimi lavori.
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Mi sa che stai suscitando ..... emozioni..... 😎
Giuseppe Gambino
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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #34 il: 07 Giugno 2017, 07:13:42 am »

Mi sa che stai suscitando ..... emozioni..... 😎

Tutti stiamo facendo fare al forum la sua funzione di piazza dove si discute non solo di tecnica ma anche di espressioni e punti di vista.

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Paciulli Paolo

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #35 il: 07 Giugno 2017, 06:07:18 pm »
Personalmente ho sempre tenuto molto in considerazione questo:
"Per bellezza intendiamo la più alta perfezione. E’ quindi assolutamente escluso che una cosa poco pratica possa essere bella. La condizione fondamentale affinché un oggetto possa meritare la qualifica di “bello” è che esso non contrasti con la praticità. Non è tuttavia sufficiente che un oggetto sia pratico perché sia bello. A tal fine occorre qualcosa di più. Un trattatista del Cinquecento si è espresso in proposito nel modo più preciso. Egli afferma che un oggetto al quale non sia possibile togliere o aggiungere nulla senza pregiudicarne la perfezione, è bello. Sarebbe questa la più perfetta, la più compiuta armonia. (cit) :)
Roberto Pozzi

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #36 il: 08 Giugno 2017, 07:23:31 am »
Ferme restando tutte le possibili citazioni del bello, del perfetto, dell'utile, dell'inutile ecc. vorrei tornare al topic: un coltello; ed al contenuto a margine: postare o non postare più per carenza apparente di interesse.
dal mio personale punto di vista, la presenza su una piattaforma come la nostra ha una valenza meramente conoscitiva: alcuni mostrano ciò che fanno, altri ciò che cercano o che gli interessa,altri partecipano alle discussioni con toni più o meno critici, altri leggono e basta.
Periodicamente c'è qualcuno che si sente incompreso, attaccato...ed un po' come per tutte le dinamiche umane con più di un soggetto, partono tread in cui si preavvisa l'abbandono (amore, prendiamoci una pausa di riflessione...) in questi casi si rivalutano alcuni assenti come  il nostro Burro (la suocera) e le sue modalità che tanto ci facevano incazzare...come per tutti i rapporti anche il forum necessita di chiarezza, prima di tutto con se stessi e poi con gli altri, perché posto la mia opera? Sono disposto alle critiche, all' indifferenza e, visto che sono su bik, allo sfottò? A titolo di esempio non esaustivo, resta chiaro che i coltelli di Riccardo si distinguono da quelli dell'opener, per le loro caratteristiche, per le modalità realizzative...ma se le due produzioni muovono da presupposti diversi, allo stesso modo vengono percepite e commentate... non so se mi sono capito, ma ora devo uscire ;)
stefano maglio

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #37 il: 08 Giugno 2017, 08:03:59 am »
Bellezza ed utilità sono talmente soggettive che io non riesco neppure a definirle, ci vuole un filosofo che metta insieme una definizione che è di effetto ma se la analizzi non è mai completa...

Grazie BruFen, io non sono un trascinatore di folle e non mi fanno incazzare le critiche ma l'indifferenza si. Preferisco che uno come Burro mi dica "ma che cazzo hai fatto, non vedi che tra lama habaki e guradia ci sono dei gap che si riempiono di schifezze quando lo usi sto coltello?" che qualcuno che neppure le guarda le fotografie perchè non sono del suo maker preferito.
Io posto i miei lavori perche ne sono orgoglioso e so bene che possono essere massacrati da critiche di ogni genere se li espongo a giudizio me se nessuno se li fila che espongo a fà? Questo è il punto.
Se qualcuno di voi compra una rivista per leggerne i contenuti o guardare le foto pubblicate paga un prezzo come è normale che sia, per usufruire dei contenuti di un forum non si paga niente anche se c'è un inpegno da parte di persone che lo organizzano e lo tengono attivo, ma se non si dimostra partecipazione e interesse per chi pubblica presto le fonti si impoveriranno perchè ci saranno meno pubblicazioni.
Ci sono coltellinai storici molto bravi, molto più di me che hanno una loro sezione personale, che continuano a fare ottimi lavori ma non li pubblicano più. Se vai a vedere i loro ultimi contributi sono caduti nell'indifferenza e questo li ha smorzati nel loro entusiasmo di condividere.
Questo è il mio punto di vista.

P.
Paciulli Paolo

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Re:Non un Kwaiken, non un Pucco...
« Risposta #38 il: 08 Giugno 2017, 08:10:04 am »
Il senso è proprio questo: fai quello che fai, perché ti piace e posta fin tanto che ti farà piacere, con la consapevolezza che è quello che vuoi fare. poi se i tuoi sono oggetti d'uso, usandoli ne comprenderai gli eventuali difetti e pregi, se sono soprammobili...ça va sans dire....buon lavoro
stefano maglio