Autore Topic: una sfida  (Letto 13788 volte)

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Offline Moreno

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Re:una sfida
« Risposta #45 il: 09 Maggio 2013, 02:35:06 pm »
Hai ragione Buma quello che stiamo facendo è un modo per fare damasco mosaico. infatti useremo anche disegni diversi dall'explosion.
 In realtà l'explosion di tipo svedese si può utilizzare solo se si compone come mosaico damasco mentre l'explosion da torsione non ha bisogno del mosaico.

Moreno Feltresi

Offline Burro

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Re:una sfida
« Risposta #46 il: 09 Maggio 2013, 02:59:48 pm »
Si Burro, sono due riccioli uno sopra e uno sotto. Probabilmente quei due angoli verranno smussati per allungare le punte dell'explosion, ma anche se non lo facessi con le ulteriori forgiature sparirebbe. Sono le sbavature del passaggio al laminatoio che ripiego sul pezzo senza toglierle ( il laminatoio ha un  foro quadrato 15x15). La cricca rimane quando c'è decarburazione dentro; in questo caso si vede solo xchè è stato l'ultimo passaggio e poi non ho più toccato iil pezzo.
Grazie, ora che me lo hai spiegato, è evidente anche. Sopratutto, non consideravo le successive forgiature.
Altra domanda allora: a regola più si martella un acciaio e più carbonio si disperde. Se così è, qual'è il limite? quali accorgimenti si possono aver per evitare la eventuale dispersione?
Sappi che parlo per letto\sentito e quindi non potendo confermare, sono in zona "megacazzata". Abbi pietà.
Andrea Burroni
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Offline Buma

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Re:una sfida
« Risposta #47 il: 09 Maggio 2013, 07:06:16 pm »
burro ,ottimo dilemma quello della dispersione dei carburi ,cosa che sottovalutano in tanti ,ma la colpa e semplicemente dalla mancanza si mezzi idonei (maglio o pressa )ma anche avendo i mezzi bisogna avere le idee chiare ,appena accendi la forgia devi sapere cio che devi fare in spessori e misure ,se perdi dei minuti per riflettere il metallo e gia freddo ,e non puoi manco lasciarlo li in forgia a bruciarsi ,

ma niente di stratosferico da raggiungere basta non pretendere troppo ,man mano che riforgi capirai cosa devi fare e ti troverei che con pochi fuochi ai fatto il tuo damasco .

io uso tutta una mia techica ,ma
ho la fortuna di avere un ferro vecchio (modificato e rafforzato ingranaggi )anni 50 ,cosa che oggi quelli che fanno ne sfondi un al giorno ,con una pressa da carpenteria posso ridurre lo spessore da 50 mm a 10 mm in una sola botta COSA CHE NON FACCIO ma per renderti un idea  ;D
MEMENTOTE PRAEPOSITORUM
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onorare i maestri

santino pudda

Offline Moreno

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Re:una sfida
« Risposta #48 il: 10 Maggio 2013, 08:03:48 am »
Nei damaschi complessi molto spesso si lavorano delle billette poi si tagliano e si mettono dentro a billette con acciaio fresco (cioe non lavorato) per tenere alto il tenore di C (anche Buma lo fa).  Tuttavia il segreto è non cazzeggiare, quando sai cosa fare e tiri fuori il pezzo alla T giusta la billetta non perde molto. Ho letto su di una rivista italiana un articolo che parlava di T e perdite di massa che non esistono (cioè non giuste) in questo caso le conseguenze peggiori non sono tanto la perdita di C (si parte comunque da una media di C molto alta) quanto allargamento del grano, linee che sgranano, cricche superficiali o passanti (nota che poi facevano la prova con durometro e risultava durezza alta: PER FORZA! con grano allargato la tempra è più profonda e durezza + alta del normale!!! daltra parte anche tu ami questo mito molto macho della durezza
Forse pero con questa risposta Burro ti ho fatto più casino di prima.....pazienza!! code[non so.gif] code[non so.gif] code[non so.gif] 

 Kiko:
"Era pura curiosità. Perché in giro si vedono dei laminati del genere che acidando, secondo me, prendono dei contrasti esasperati e molto belli.
Oltretutto avere una lama con l'anima carbon e il guscio inox, per me che sto sul mare, sarebbe una gran figata."

Ah ecco sei pure un marino.....di Cecina se non sbaglio? :) ;D

Moreno Feltresi

Offline Burro

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Re:una sfida
« Risposta #49 il: 10 Maggio 2013, 08:57:19 am »
No lui sul mare c'è come immigrato, perchè è di Pisa. Ma abita a Marina di Pisa. Io, invece, sono di scoglio puro. Livorno. Entrambi abbiamo le branchie. Anche lui, che, non dovrebbe.
Ma un pisano subacqueo si può anche sopportare. Se pensi che ci sono persino milanesi... >:D

Grazie per le spiegazioni. Era un dubbio venuto fuori in diverse occasioni.
Sicuramente gli strumenti sono importanti, ma ad essi và aggiunta esperienza e passione.
Purtroppo per me resterà qualcosa, che se sono fortunato, sarà superficiale. Ma sono anche convinto che certi mestieri non sono per tutti.
E' vero che tutti possono fare tutto. Ma io penso che alla fine, per fare certe cose, si debba essere portati. Non ci si arriva perchè girando per forum, ti appassioni. Per me è qualcosa che parte da più lontano. Ed è giusto che infine, resti patrimonio di pochi. Almeno, quando si parla di lavori fatti a regola d'arte.
Poi magari ci sarà anche il Burro che tirà fuori un lingotto di ferro e acciaio ritorti, ma un bel lavoro, fatto con ingegno e tecnica, che sia meccanicamente forte e bello a vedersi..bè... quello lo faranno sempre in pochi.
Mi fa piacere però aver la possibilità di aver alcuni di quei pochi qui sopra, così da poterne godere i lavori.
E vi ringrazio per la vostra disponibilità a rispondere a novellini rompicazzo.
Andrea Burroni
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Offline silale

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Re:una sfida
« Risposta #50 il: 10 Maggio 2013, 11:05:49 am »
No lui sul mare c'è come immigrato, perchè è di Pisa. Ma abita a Marina di Pisa. Io, invece, sono di scoglio puro. Livorno. Entrambi abbiamo le branchie. Anche lui, che, non dovrebbe.
Ma un pisano subacqueo si può anche sopportare. Se pensi che ci sono persino milanesi... >:D


Andreino, hai ragione su 2 cose, 1 e che sei di scoglio, in pratica una cozza ::bastardinside::
2 che effettivamente con queste belle spiegazioni, riusciamo a capirci qualcosa, pure noi, che siamo estranei a questo bellissimo della forgiatura del damasco, grazie!!!
Rampini Silvano

La vita è come un campo di fave,
ti devi mettere a 90 gradi, per raccoglierle,
ed arriva sempre qualcuno ad incularti...
ma se vuoi mangiare...

Offline kiko

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Re:una sfida
« Risposta #51 il: 10 Maggio 2013, 05:37:08 pm »
Ah ecco sei pure un marino.....di Cecina se non sbaglio? :) ;D

Macché Cecna! Che oltraggio.
Marina di Pisa, come diceva giustamente Burro, che poerino è di livorno e al massimo l'acqua l'avrà vista ne' fossi.
Io c'ho il salmastro che mi scorre nelle vene, è per questo che la roba mi s'arrugginisce in mano.
Saluti & ghiande,
Federico Salvestroni.





S'io fossi uccèl di bosco mi butterei giù

Offline Moreno

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Re:una sfida
« Risposta #52 il: 29 Maggio 2013, 09:25:17 pm »
Il grande Valter - l'ho visto a lavoro ed è una macchina da guerra!! - ha già finito la sua prova. nei prossimi giorni tocca a me. la manipolazione è la stessa naturalmente cambia il motivo ripetuto.








Moreno Feltresi

Bubu

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Re:una sfida
« Risposta #53 il: 29 Maggio 2013, 09:53:32 pm »
Grande Valter, azzo che bella trama, complimenti ragazzi, siete forti, e come che siete forti,  code[applausi.gif] code[applausi.gif] ::009oo::