Autore Topic: meglio una lama forgiata o stock removal?  (Letto 20613 volte)

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Offline kiko

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #30 il: 29 Aprile 2013, 02:49:57 pm »
Anfatti. E giusto per aggiungere un pizzico di curiosità in più a chi legge c'è da dire che allo stato bcc il ferro (anzi, si parla di ferrite, o ferro alfa) è magnetico, mentre quando la sua struttura è fcc (austenite o ferro gamma) è amagnetico. Vi dice niente 'sta cosa?
Saluti & ghiande,
Federico Salvestroni.





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Offline Burro

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #31 il: 29 Aprile 2013, 02:56:30 pm »
Si e no.
Andrea Burroni
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Offline kiko

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #32 il: 29 Aprile 2013, 02:57:58 pm »
Si e no.
ecco, infatti. non ti applichi abbastanza.
Saluti & ghiande,
Federico Salvestroni.





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Offline Milko_Di_Paco

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #33 il: 29 Aprile 2013, 09:35:22 pm »
Quando si raggiunge la temperatura giusta e si ha la trasormazione non attacca più?  ;D

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TI AUGURO 5 MINUTI DI INTELLIGENZA PER CAPIRE QUANTO SEI IDIOTA!

Bubu

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #34 il: 29 Aprile 2013, 10:28:29 pm »
Anfatti. E giusto per aggiungere un pizzico di curiosità in più a chi legge c'è da dire che allo stato bcc il ferro (anzi, si parla di ferrite, o ferro alfa) è magnetico, mentre quando la sua struttura è fcc (austenite o ferro gamma) è amagnetico. Vi dice niente 'sta cosa?
nella forgiatura è un metodo infallibile, sopratutto per la tempra!il mio amico Alberto mi dice sempre,Luca quando non attacca più siamo ok! ;D

Offline Ziozeb

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #35 il: 29 Aprile 2013, 10:52:29 pm »
Anfatti. E giusto per aggiungere un pizzico di curiosità in più a chi legge c'è da dire che allo stato bcc il ferro (anzi, si parla di ferrite, o ferro alfa) è magnetico, mentre quando la sua struttura è fcc (austenite o ferro gamma) è amagnetico. Vi dice niente 'sta cosa?
vero, però non bisogna dimenticare che c'è sempre una percentuale di ferro allo stato tvb ma tvnc che può compromettere la riuscita .
A te dice niente questa cosa???
Denis Mura
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Offline Burro

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #36 il: 30 Aprile 2013, 12:30:39 pm »
Anfatti. E giusto per aggiungere un pizzico di curiosità in più a chi legge c'è da dire che allo stato bcc il ferro (anzi, si parla di ferrite, o ferro alfa) è magnetico, mentre quando la sua struttura è fcc (austenite o ferro gamma) è amagnetico. Vi dice niente 'sta cosa?
vero, però non bisogna dimenticare che c'è sempre una percentuale di ferro allo stato tvb ma tvnc che può compromettere la riuscita .
A te dice niente questa cosa???
Dinnene Denis, a quer popò d'ingegnIere! Settuvvoi te li faccio vedè io quanti curtelli, industriali e custom, s'attaccano alla calamita!
E' proprio lì che casca ir ciuo! il metodo è fallace o quantomeno, si vede che il termometro o l'austenite, spesso, s'addormentano e si risvegliano senza passare di stato.
Te la butto lì? l'80% delle lame NON sono amagnetizzate. Se si dice così'.
Andrea Burroni
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Offline Simone Foglia

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #37 il: 30 Aprile 2013, 01:20:19 pm »
Burro, mi sa che hai frainteso. Dopo la tempra qualsiasi acciaio è megnetico, alcuni di più altri di meno.
La calamita serve in tempra o in forgia, per aiutarsi a capire se si è alla T di austenizzazione. Quando sei vicino diventano amagnetici (almeno i carboniosi che uso io).
Ho un Buck temprato come Odino comanda e la calamita attacca. Idem Victorinox, Opinel e Kanekoma, sulla cui tempra metterei le palle sul fuoco  :)
Simone Foglia

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Offline Burro

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #38 il: 30 Aprile 2013, 01:41:47 pm »
Burro, mi sa che hai frainteso. Dopo la tempra qualsiasi acciaio è megnetico, alcuni di più altri di meno.
La calamita serve in tempra o in forgia, per aiutarsi a capire se si è alla T di austenizzazione. Quando sei vicino diventano amagnetici (almeno i carboniosi che uso io).
Ho un Buck temprato come Odino comanda e la calamita attacca. Idem Victorinox, Opinel e Kanekoma, sulla cui tempra metterei le palle sul fuoco  :)
Fose si, perchè io avevo capito che invece restavano amagnetici...e infatti non mi tornava che invece molti lo fossero dove non temprati (codolo).
Comunque, per capire: per capire la T di austenizzazione devono diventare NON magnetici, mentre dopo la tempra, diventano magnetici. E' così quindi? Cambia qualcosa tra inox e carbon?
Andrea Burroni
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Offline Simone Foglia

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #39 il: 30 Aprile 2013, 01:48:54 pm »
In linea di massima si, quando sono amagnetici sono vicini all'austenizzazione. Io mi baso su colore (tempro la sera) e sulla calamita, quando non attacca più lo lascio ancora da 1 a 3 minuti a seconda dello spessore cercando di tenerlo in temperatura in maniera uniforme , poi spengo in olio.
Sulla differenza inox-carbonio non so, uso solo i rugginosi al momento.Poi l'inox vuole l'inconel e provare con la calamita diventa difficile.
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Offline Moreno

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #40 il: 01 Maggio 2013, 09:24:52 am »

Se noi siamo il nostro acciaio, il nostro acciaio è il trattamento termico che gli facciamo.

Come avrete capito prediligo di gran lunga la bontà del trattamento termico, rispetto all'uso di una lega "esoterica" con un trattamento termico non appropriato.

Questo è assoluto buon senso.
Tuttavia, ammesso ma non concesso che questo sia un dato acquisito,  la questione è: siamo coscienti di quello che accade al nostro acciaio con il trattamento termico? 

Allora ravviviamo l'ambiente.
Un coltellinaio che delega la propria creatività all'incisore oppure al damascaro di turno, che fa bonificare da altri la lama o la bonifica da sè ma non conosce le specificità (vedi 3d su opinioni sulla tempra) , che compra il meccanismo di chiusura, che fa tagliare le lamiere con forme largamente diffuse ( classico), che coltellinaio è? "Cura i particolari " mi si dice...ma la sostanza la cura??? Ha le conoscenze x farlo?
 code[pickle.gif]  code[partydance.gif]

Tornando al topic.
Cashen sta dicendo che anche la forgiatura (ma dovremmo introdurre un glossario per capirci meglio) è un trattamento termico. La botta sta per arrivare.

Moreno Feltresi

Offline Manaresso

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #41 il: 21 Maggio 2013, 02:31:56 pm »
Tiratona finale e poi ci scateniamo con i commenti

Uff, questa è stata tosta!

Ci si focalizza su cosa succede nel metallo quando lo si lavora a freddo. Per la terminologia, un esperto di metallurgia qui, avrebbe fatto abbastanza comodo, comunque ho verificato che il termine “dislocation” rimane tale anche in italiano, cioè “dislocazione”. Il termine “edge dislocation” viene tradotto con “dislocazione a spigolo”.
 
Tutto il discorso mi ha fatto ricordare due cose: che per spezzare un filo di ferro con le mani lo pieghiamo più volte su e giù finché si rompe, e adesso sapremo perché. Ed il motivo per cui nei data sheet si consiglia una distensione dopo lavorazioni meccaniche particolarmente complesse.


Mi ero riproposto di riprendere in mano la traduzione e di integrarla con alcune considerazioni che ho fatto tra me e me in sede di traduzione e annesse ricerche, ma stava passando troppo tempo. Per cui scusate se la qualità e migliorabile (scrivetemi! cosi la sistemo prima di produrre il pdf) e per il tempo intercorso tra un capitolo e l'altro, non sono riuscito a fare di meglio.

6- Dal reticolo atomico alla superficie dell’incudine.

Mettiamo assieme quanto detto e cominciamo ad osservare il metallo quando si muove. In primo luogo esaminiamo come l’acciaio si muova anche quando è freddo. Quando gli scienziati cominciarono ad analizzare questo processo, esaminarono la natura della disposizione in cristalli degli atomi, affrontarono matematicamente il fenomeno, e si scontrarono con dei problemi. Se i metalli erano effettivamente costituiti da quella perfetta ripetizione di righe di atomi, sarebbe stata necessaria una forza migliaia di volte più intensa per far iniziare il processo di slittamento rispetto a quella riscontrata in pratica. Qualcosa non andava. Affrontarono il problema più nel dettaglio e trovarono la causa della discrepanza tra teoria e pratica. Il cristalli del metallo non sono perfetti ma hanno, al loro interno, molte piccole anomalie sotto forma di “lacune” e “dislocazioni”. Le lacune sono esattamente quello che il termine indica, uno spazio nel reticolo che è vuoto anziché essere occupato da un atomo. Per la nostra discussione però, la dislocazione è un fenomeno più interessante, in particolare la “dislocazione a spigolo” . Le dislocazioni a spigolo sono delle deviazioni della disposizione atomica in cui una riga di atomi incompleta causa una anomala distorsione del reticolo.



Ma perché queste dislocazioni a spigolo sono per noi così interessanti? Perché sono loro che permettono all’umile braccio dell’uomo di modellare l’acciaio. Immaginate un enorme tappeto così pesante che una persona non riesce a trascinarlo sul pavimento, ma che tuttavia è necessario spostare leggermente. Come si può fare? Fate una piega o un’onda ad una estremità e quindi, come farebbe un bruco, fate scorrere l’onda fino all’altra estremità del tappeto!



Con le stesse modalità le dislocazioni di spigolo permettono lo scorrimento nell’acciaio. Tuttavia, le dislocazioni a spigolo rendono più facile la deformazione fino a che non si moltiplicano o si accumulano contro ostacoli come i bordi dei grani, atomi sproporzionati di elementi leganti o altre anomalie del reticolo. Mano a mano che si accumulano, trasferiscono l’energia cinetica della deformazione in energia potenziale nota come tensione. In un altro caso di estrema ironia, in opposizione alle affermazioni assolutamente false dei piegatori di bordi (ndt: ritengo si riferisca a chi lavora il metallo con le presse ovviamente a freddo), amanti del lavoro a basse temperature, la realtà ci dimostra che l’acciaio lavorato a freddo è attualmente meno denso, su scala atomica, a causa dell’aumento delle lacune e delle dislocazioni. Tutto questo è alla base dell’incrudimento (ndt: una forma di incrudimento è la pallinatura che permette di indurire la superficie di un metallo) ed è una informazione molto importante per la nostra discussione. Per aiutare a capire l’incrudimento dei metalli, mi piace visualizzare il cristallo di metallo come un grosso cubo formato da blocchi a loro volta formati da centinaia di  piccoli blocchi tutti accatastati in file e colonne ordinate. Scegliete un punto a caso nella struttura e spingete una riga finché non esce dall’allineamento. Ora scegliete un'altra faccia del cubo e fate la stessa cosa. Se continuate così, le righe disallineate cominciano ad aggrovigliarsi le une con le altre e diventa più difficile trovare una riga che possa muoversi facilmente. Alla fine si verranno a creare talmente tanti inceppamenti dovuti al disallineamento che la struttura, perduta ormai la sagoma originale, diventerà abbastanza rigida nella sua nuova forma. Se però continuate a spingere anche senza che ci sia uno spostamento, potreste arrivare a far cader una intera porzione della struttura, e io penso che tutti possiate intuire a cosa questo possa equivalere per il nostro acciaio (ndt: il nostro filo che si spezza a furia de piegà)!
L’incrudimento porta ad uno stato di anisotropia che, dal punto di vista del rafforzamento, è vantaggioso nella direzione parallela a quella della lavorazione a freddo. Il contrario vale per le proprietà del metallo nella direzione perpendicolare a quella della lavorazione. Se l’obbiettivo è ottenere la stessa proprietà in tutte le direzioni (cioè l’isotropia), molto probabilmente sarà necessaria una operazione di distensione per riottenere quella uniformità. Quando si parla della natura dell’incrudimento, vale la pena ricordare anche che, mentre il punto di snervamento e la durezza sono aumentati, la durezza alla graffiatura o la difficoltà al taglio o alla lavorazione non sono variati.
Ma se vogliamo lavorare di più il nostro metallo, quando applicando ulteriore forza, l’unico risultato è che vada in pezzi, come possiamo procedere? Chi lavorava il ferro a freddo è inciampato sulla risposta migliaia di anni fa è l’hanno utilizzata fin da allora; se i fabbri sono stati un po’ lenti a capirlo, è perché gran parte del nostro lavoro racchiude quella risposta alle temperature che noi preferiamo.


Il trattamento termico, il “convitato di pietra” al banchetto del forgiatore…

7 - Ricottura
La ricottura, è il processo che consiste nel riscaldare i metalli lavorati a freddo o sottoposti a pesanti lavorazioni, fino ad una temperatura alla quale succedono un certo numero di cose importanti. Il primo è noto come recupero, questo è il punto nel processo di riscaldamento in cui l’energia dovuta alla tensione verrà alleggerita  e le dislocazioni verranno ridotte dato che il reticolo si riaggiusterà. Il passo successivo, quando l’assetto atomico comincia a cambiare è noto come ricristallizazione, fa sì che si formino per intero nuovi cristalli che vanno a sostituire i vecchi cristalli deformati. Questo processo si svolgerà un passo alla volta cominciando con  la nucleazione di nuovi grani nei punti di massima energia di tensione, che tipicamente sono i vecchi limiti (ndt: del grano) è le altre alterazioni della struttura.
Infatti, molti metalli semplici, che non hanno al loro interno sorgenti di alta energia di tensione, attualmente richiedono una deformazione per ricristallizzare a fronte di un successivo riscaldamento. Una interpretazione sbagliata di questo concetto può diventare facilmente la causa di false nozioni per cui l’acciaio migliora forgiandolo. Vedete, l’acciaio non è un metallo semplice; è molto complesso con tutti i tipi di anomalie insite proprio nel reticolo atomico. L’acciaio può ricristallizzare ogni volta che venga riscaldato alla giusta temperatura senza che serva assolutamente l’aiuto del martello, anche se l’azione di quest’ultimo può aumentare le turbolenze.



Tenendo questo a mente, si devono rivedere le affermazioni relative  all’affinamento delle condizioni per via meccanica a qualsiasi temperatura ricordando che qualsiasi effetto dovuto alla deformazione plastica verrà rimesso in ordine non appena il metallo verrà riscaldato fino ad una qualsiasi condizione vicina alla ricristallizzazione da l’unico processo che permette la rimozione dello stress da lavorazione e la ricottura. Perché abbia completamente successo, il trattamento termico di tempra necessita di questi stessi processi. Molti dei proclami relativi ad un miglioramento per mezzo della deformazione possono andare contro ad un adeguato trattamento termico.

Come abbiamo già visto, l’acciaio produrrà nuovi cristalli non appena verrà riscaldato ad una temperatura superiore a quella di cristallizzazione, l’azione del martello può aggiungere punti in cui tale processo possa aver luogo, ma cosa accade se forgiamo ad una temperatura superiore al punto di cristallizzazione?
Ciascuno colpo di martello introdurrà energia in un sistema che sta cercando di equalizzarsi; questa energia nuova inizierà quindi a produrre nuovi punti di nucleazione e ulteriori nuovi grani. La giuste temperature per forgiare sono un bilanciamento tra la necessità di spostare il metallo e lo stare al passo con il tasso di crescita del grano. Ma, tra tutte le frustrazioni che l’acciaio ci può dare, esso racchiude in sé qualcosa di simile ad una magnifico meccanismo di sicurezza che può salvare il lavoro anche del più incompetente dei forgiatori.
Dato che l’acciaio ha la capacità di ricristallizzare bene per conto suo, un processo chiamato “normalizzazione” diventa molto significativo per il forgiatore. Un veloce riscaldamento fino alla temperatura di ricristallizzazione, mentre lascerà il nostro povero metallo libero di fare le sue cose, farà tabula rasa, anche dei problemi cui il nostro incoerente martellare può portare e affinerà il grano meglio di tutti i nostri magici colpi di martello.   
Ma riguardo la possibilità di affinare il grano tramite forgiatura? Non è quello che fanno i forgiatori? Si, ma un forgiatore saggio con la conoscenza di quello che l’acciaio sarà in grado di ottenere per conto proprio lascerà l’acciaio ripararsi in modo molto più efficiente. Se un grano più fine è migliore per i nostri scopi (e nella maggioranza dei casi lo è), allora perché avere un grano più fine solo nei punti in cui vanno a finire i colpi irregolari del nostro martello? Perché non ci rilassiamo e non lasciamo che sia l’acciaio riscaldato a fare il lavoro e rendere il grano dell’intera lama uniforme?
Ogni volta che ho utilizzato da soli vari trattamenti termici per affinare il grano, ed ho quindi confrontato l’aspetto dl grano dei campioni spezzati con quelli che avevo martellato a morte, i primi avevano sempre un aspetto più fine ed uniforme. Questo non dovrebbe costituire una sorpresa se si pensa a quanto possa essere uniforme un colpo di martello se confrontato all’azione dell’intera struttura dell’acciaio al lavoro. E’ inoltre degno di menzione un interessante fenomeno che hanno osservato gli esperti di metallurgia, e che i forgiatori devono considerare. Se l’acciaio viene solo debolmente deformato, si formeranno abbastanza punti irregolari di nucleazione creati da molti piccoli grani piccoli disposti attorno a grani più grandi. Dato che i grani grossi crescono a spese dei grani più piccoli, quello che avremo fatto in questa circostanza sarà l’aver creato un mostro ed averlo circondato di tutto quello che può mangiare. Alla fine, questo porterà ad un irregolare ingrossamento del grano, che non ci sarebbe stato se si fosse l’asciato l’acciaio fare le proprie cose, o almeno aver mosso l’acciaio in modo da rilavorarlo completamente. Questo dovrebbe render l’idea che “impaccare” l’acciaio con pochi deboli colpi di martello alla fine è completamente controproducente.

8 - Cosa significa tutto questo?
In conclusione, dopo aver esaminato tutti questi aspetti di un processo complesso, ci sono sicuramente degli effetti che la forgiatura può avere sul metallo, tuttavia, molti di essi difficilmente rientrano nel regno delle fantastiche affermazioni con cui troppi forgiatori si mettono sul piedistallo, la maggior parte di tali affermazioni si demoliscono facilmente con una conoscenza elementare degli effettivi  meccanismi in gioco.  Quasi sempre i forgiatori ragionevoli hanno bisogno di ulteriori sistemi per affinare l’acciaio, questo per porre rimedio a tutti gli abusi che hanno perpetrato su di esso forgiandolo, un altro tra i tanti circoli viziosi in questa attività (ndt. qui si è dovuto andare sul senso, se interessa il perchè della citazione vedere: http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_Comma_22, in sostanza si vuole ribadire che senza gli opportuni trattamenti termici le opzioni che si hanno portano deterministicamente al fallimento)
Il fatto è che, a meno che non si debba lavorare a freddo e dire che va bene così, tutto si basa sul raggiungimento di quelle temperature necessarie per portare a compimento ciascuno di essi (ndt: fattori in apparente contrasto tra loro: effetti negativi della lavorazione e miglioramento del grano). Quindi se lasciamo perdere il concetto che un raddoppio a martello sia una sorta di bacchetta magica, che con un tocco permette cambiamenti miracolosi nell’acciaio, e invece approcciamo  la forgiatura come un passaggio nel trattamento termico probabilmente riusciremo ad ottenere una buona lama.

Maurizio Manzoni



Imparare senza pensare è inutile, ma pensare senza imparare è pericoloso (Confucio)

Offline Moreno

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #42 il: 22 Maggio 2013, 08:53:44 pm »
Prima di tutto complimenti e grazie sinceri  a Kenpachi e Maurizio.
Questo articolo doveva essere uno stimolo (sono stato troppo ambizioso...)
E' meglio rimuovere o forgiare?
Quando uno diventa un remover lo fa per scelta? Quando vuole avere lame performanti è coscente se è meglio forgiare o rimuovere? Essere cosciente significa x me studiare e nient'altro. Perchè ci sono pochi forgiatori in Italia?
Volete il mio parere immagino. Eccolo: i remover non hanno voglia di studiare, nè di far fatica. E seguendo l'indole italica perseguono il massimo risultato con il minimo sforzo. "Non posso tenere una forgia" è solo una scusa: si investe in macchinari così si riesce a fare un coltello in 10 15 ore ma non si hanno le palle per fare girare unn martello da 1,5 kg. Io son stato remover per tre anni prima di passare alla forgia. Spero che questo articolo possa essere di stimolo per qcuno.
Nei miei progetti si doveva adesso parlare di grano e come fare per tenerlo piccolo, di confronti tra acciai proprio su dimensione del grano, su influenze dei vari elementi, parecchie cose.....in realtà questo 3d è rimasto aperto per troppo tempo senza senso: 3d chiuso.
Buon lavoro. code[rollerbananadone.gif]

Moreno Feltresi

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Re:meglio una lama forgiata o stock removal?
« Risposta #43 il: 23 Maggio 2013, 11:20:30 am »
Prima di tutto complimenti e grazie sinceri  a Kenpachi e Maurizio.
Questo articolo doveva essere uno stimolo (sono stato troppo ambizioso...)
E' meglio rimuovere o forgiare?
Quando uno diventa un remover lo fa per scelta? Quando vuole avere lame performanti è coscente se è meglio forgiare o rimuovere? Essere cosciente significa x me studiare e nient'altro. Perchè ci sono pochi forgiatori in Italia?
Volete il mio parere immagino. Eccolo: i remover non hanno voglia di studiare, nè di far fatica. E seguendo l'indole italica perseguono il massimo risultato con il minimo sforzo. "Non posso tenere una forgia" è solo una scusa: si investe in macchinari così si riesce a fare un coltello in 10 15 ore ma non si hanno le palle per fare girare unn martello da 1,5 kg. Io son stato remover per tre anni prima di passare alla forgia. Spero che questo articolo possa essere di stimolo per qcuno.
Nei miei progetti si doveva adesso parlare di grano e come fare per tenerlo piccolo, di confronti tra acciai proprio su dimensione del grano, su influenze dei vari elementi, parecchie cose.....in realtà questo 3d è rimasto aperto per troppo tempo senza senso: 3d chiuso.
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Risposta alla chiusura del post
Moreno, tu scrivi: "Questo articolo doveva essere uno stimolo (sono stato troppo ambizioso...)"
Uno stimolo  lo è stato, uno stimo a crescere per chi già conosce, uno stimolo a cercare di capirne di più per quelli che non hanno basi o conoscenze al tuo livello.
Anche se ringrazi chi ha collaborato alla traduzione, la chiusura del post è stata poco corretta nei loro confronti, in quelli che comunque si sono impegnati a rispondere e anche in quelli che pur non rispondendo si sono sforzati nel leggere un post così complesso.
Poi scrivi:"Volete il mio parere immagino. Eccolo: i remover non hanno voglia di studiare, nè di far fatica. E seguendo l'indole italica perseguono il massimo risultato con il minimo sforzo"
La polemica sui coltellinai te la potevi risparmiare, primo perchè nessuno ti aveva chieisto il tuo parere e secondo perchè è una grande stronzata. Del resto molto spesso chi forgia non ha poi livelli di molatura alti, e allora? Sono due approci diversi, c'è chi preferisce applicare maggior energia nel "creare" l' acciaio, chi preferisce impegnarsi maggiormente sulle simmetrie e finiture di una lama.
Sono due modi diversi diversi di creare coltelli, tutto quì. I luoghi comuni lasciamoli fuori dal forum e soprattutto solleviamo polemiche solo se possono portare a risultati e non a dividerci in gruppi all' interno del forum.
Scrivi ancora:"in realtà questo 3d è rimasto aperto per troppo tempo senza senso"
Non sta a te caro Moreno decidere se è stato aperto per troppo tempo. Aprire un post, stimolare ad una discussione, è ottima cosa e questo serve a far crescere il forum, ma non puoi decidere tu quando è il momento di chiuderlo o meno, e senza neppure parlarne prima con un amministratore.
Chi apre dei post, lo fa per condividere idee o conoscenze, per dare un servizio agli utenti del forum, e se non ti piace continuare a scriverci, basta ignorarlo ma non è giusto che tu chiuda precludendo così la riposta di altri utenti, la possibilità che altri possano fare domande, provare a capirne qualcosa in più.
La tua chiusura suona un pò come: "ragazzi, vi facevo più intelligenti, invece mi dispiace, non c'è modo di istruirvi, siete troppo terra terra. Il professore chiude i  libri e se ne va sbattendo la porta.
Non è così che si fa cultura